Il termine Mercosur è tra quelli che ha avuto il potere di compattare, in un secondo, l’intero comparto dell’agroalimentare in Europa.
L’accordo commerciale tra Unione europea e il Mercato Comune del Sud e delle Repubbliche (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay), la più grande zona di libero commercio al mondo, ha fatto immediatamente comprendere quale potrebbe essere l’impatto sull’import-export di animali e alimenti di origine animale.
Le rigide normative produttive imposte in Europa saranno rispettate dalle filiere del Mercosur? Chi vigilerà affinché non si crei una concorrenza sleale? Quali le garanzie per i consumatori?
Tra le voci autorevoli a porre queste domande quelle dei mangimisti di Assalzoo, l’Associazione di riferimento dell’industria mangimistica italiana dal 1945.
Se è vero che l’accordo con il Mecosur potrebbe avere dei risvolti espansivi, con un aumento degli scambi, lo è anche il fatto che le filiere sudamericane potrebbero essere meno controllate. Da qui il tema di interesse per quello che ci riguarda.
Che cosa entrerà nelle mangiatoie dei nostri cavalli?
Assalzoo, schierata a favore di un commercio internazionale “aperto e regolato” reclama una competizione basata sulla reciprocità delle regole. «Le normative europee – spiega il presidente di Assalzoo, Massimo Zanin – impongono ai nostri produttori e allevatori standard di sostenibilità, sicurezza alimentare e benessere animale tra i più elevati al mondo, con conseguenti costi di produzione che non trovano equivalenti in molte aree extra-UE. Accettare flussi, anche significativi, di importazioni da Paesi che non operano secondo criteri comparabili significa introdurre una distorsione competitiva e alimentare un rischio reale di dumping normativo, con effetti potenzialmente rilevanti anche sulla catena di approvvigionamento e sui costi lungo tutta la filiera zootecnica».
E, aggiungiamo noi, sulla qualità alimentare per i nostri cavalli.
Non solo mangimi
Tra le perplessità che seguono l’accordo Mercosur anche il tema del benessere animale. Tanto che si è resa necessaria la formazione di una apposita commissione che vigili sulle condizioni degli animali stessi. Fermo restando che l’Italia è già importatrice di carni – comprese quelle equine – provenienti dai paesi aderenti al Mercosur, con il nuovo accordo la commissione dovrà occuparsi di:
- a) temi specifici relativi al benessere degli animali che possono incidere sugli scambi reciproci;
- b) lo scambio di informazioni, competenze ed esperienze nel settore del benessere degli animali al fine di migliorare, a vantaggio delle parti, i rispettivi approcci in materia di norme di regolamentazione relative all’allevamento, alla detenzione, alla manipolazione, al trasporto e alla macellazione degli animali;
- c) il rafforzamento della loro collaborazione in materia di ricerca;
- d) la collaborazione nei consessi internazionali al fine di promuovere l’ulteriore sviluppo di norme internazionali in materia di benessere degli animali da parte della WOAH e di migliori pratiche in materia di benessere degli animali, e la relativa attuazione.






















